beatport hype

BEATPORT HYPE – un buon affare per gli artisti indie emergenti?

Lo scorso giugno il gigante dell’industria musicale ha lanciato Beatport Hype. Questa nuova funzione dovrebbe dare maggior visibilità alle etichette e agli artisti emergenti che altrimenti avrebbero ben poche possibilità di vedere le proprie tracce nell’elenco delle cose da suonare prima di morire dei DJ.

Beatport è il più grande negozio per DJ e per gli amanti della musica dance. Nata a Denver nel 2004, la compagnia americana vanta uffici a Los Angeles e Berlino. La sua crescita è stata in ascesa negli ultimi tre anni, a differenza della maggior parte dei negozi musicali online che sono stati penalizzati dalla diffusione dello streaming. Beatport ha contribuito soprattutto al successo dell’EDM (Electronic Dance Music), un genere musicale molto popolare negli Stati Uniti la cui fama è cresciuta negli ultimi dieci anni, anche se ora è in declino. In questo contesto, la funzione Beatport Hype è alla ricerca di nuovi orizzonti per aiutare il gigante americano a sostenere i suoi clienti principali.


Presentata durante l’Ibiza’s Internal Music Summit, Beatport Hype include l’HypeTop 100. Si tratta di una classifica dei migliori artisti ed etichette emergenti appartenenti ad ognuno dei generi musicali dance compresi nella piattaforma (techno, house, hip-hop, minimal…). Ogni settimana vengono caricate nel database del sito non meno di 25000 nuove tracce, rendendo difficile per gli otto famosi curatori della piattaforma scegliere la crème de la crème e aiutare i DJ e gli amanti della musica ad evitare ore di sudato lavoro nel tentativo di trovare qualche gemma. È davvero un buon affare per gli artisti indipendenti emergenti? I dati mostrano che il 96% delle vendite di Beatport proviene dalle etichette indipendenti.

Terry Weerasinghe, il CPO (Chief Product Officer) di Beatport ha una spiegazione al riguardo: “La musica dance vive di etichette indipendenti. Poiché non si tratta di un mercato basato sulle canzoni, le major non sono interessate ad avere il primato come accade in altri ambienti.” Senza dubbio è difficile costruirsi una carriera da pop star quando l’unica cosa che puoi fare è creare beat di fronte ad uno schermo (anche se le cose stanno cambiando), ma quest’articolo non è un dibattito sulla musicologia.

Nonostante sia ancora troppo presto per dire se Beatport Hype sia un trampolino di lancio o meno per le etichette-boutique, l’HypeTop 100 è una nuova opportunità per farsi notare da curatori, DJ e fan musicali. Subito dopo il lancio di Beatport Hype la compagnia ha annunciato l’acquisizone della piattaforma di streaming e storage Pulselocker, che era precedentemente inclusa nei software per DJ come Traktor e Serato. Beatport aveva già il suo servizio di streaming, ma ha chiuso nel 2016. Tutta la musica sulla piattaforma sarà disponibile per lo streaming nel 2019 (anche se ancora non si sa nulla a riguardo dei costi di iscrizione), il che dovrebbe essere un buon segno per gli artisti emergenti.

 

L’EDM è sessista?

Un’altra categoria di artisti che BeatPort Hype vuole promuovere ulteriormente: la DJ donna. Secondo il team della piattaforma, le donne sono scarsamente rappresentate nel proprio database. Poiché la vocazione all’EDM è prevalentemente commerciale, il suo successo ha beneficiato di un incredibile numero di artisti di sesso maschile. Vera miniera d’oro per i magnati dell’intrattenimento americano, il genere fattura decine di milioni di dollari all’anno grazie alle sue superstar DJ di sesso maschile tra cui, senza un ordine specifico: Skrillex, Avicii (che è venuto a mancare ad Aprile, RIP Avicii), Calvin Harris, Zedd…

Nonostante ciò, secondo il New York Times, il dominio maschile nella musica elettronica underground sta arrivando ad una battuta d’arresto. A Berlino, dove si trova la maggior parte delle DJ donne e delle artiste elettroniche europee, il tempo in cui prevalevano le scalette tutte al maschile fa parte del passato.  Nella sua forma strettamente monetaria, la musica dance rimane un’industria fortemente sbilanciata in termini di uguaglianza di genere. Negli Stati Uniti, un paese dove la maggior parte dei clienti delle piattaforme sono DJ di EDM (circa 2/3), la sfida affrontata da Beatport Hype è dunque significativa. La situazione in Europa è un po’ diversa rispetto agli Stati Uniti. Qui il mercato principale di Beatport si concentra prevalentemente sul Regno Unito e sulla Germania, dove l’offerta è molto differente.

Questi paesi hanno una vasta gamma di gusti musicali, stando al database di Beatport. Il fiorente mercato EDM ha incontrato delle difficoltà a trovare un pubblico nella cultura club europea, tradizionalmente divisa in molti generi e sottogeneri.

 

Beatport è lo Spotify della musica dance?

La nuova gestione del database musicale di Beatport può essere paragonata a Spotify? Nonostante il catalogo di Beatport sia gigantesco, quest’ultimo è dedicato prevalentemente all’EDM. Molti altri siti, spesso più economici, permettono ai DJ di acquistare musica in qualità 320 kbps (ma anche FLAC e MP3). La maggior parte dei DJ affermati che già ha una propria rete acquista la propria musica direttamente attraverso le etichette discografiche (o la riceve gratuitamente)! Alla pari di Beatport, piattaforme come Traxsource, Juno, Bookmat, Soundcloud e persino iTunes permettono ai DJ di soddisfare le loro esigenze.

Bandcamp, una famosa alternativa ai tradizionali negozi di musica online, ti permette di comprare la musica direttamente dalle etichette discografiche e dagli artisti (senza commissioni, e ha anche tutti i formati disponibili). Sarà il futuro a determinare se Beatport Hype sia un trampolino di lancio per gli artisti indipendenti emergenti sulla scia di Soundcloud, che ha aiutato molti artisti e generi musicali a raggiungere un successo sicuro.

Dai un’occhiata a Beatport Hype per le etichette.

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